Stefano Passerotti e la filosofia della Natura
La progettazione paesaggistica: come ogni disegno di ieri e di oggi naturalizza l'artificiale e ibrida il naturale con il proprio lavoro di suono,luce ed oggetto. Obiettivo é abitare espressivamente il contesto naturale. Co-progettare è una delle principali determinanti del nostro metodo professionale. La relazione con altri designer e architetti sublima il valore e la prospettiva del nostro approccio modulare alla "composizione dello spazio".
Il giardino è pensato riportando alla luce vecchi metodi di mantenimento e la logica dell'impatto zero è rispecchiata nelle scelte fondamentali e più coraggiose: niente fertilizzanti, diserbanti o pesticidi. Tutto si basa su un principio fondamentale: seguire metodi di agricoltura naturali, tesi alla perfezione del Dharma e al rispetto dei ritmi e degli elementi della natura. Tra questi l'acqua, bene prezioso da preservare, la cui disponibilità da fonti sotterranee per l'irrigazione in termini di tempo è sempre più condizionata dall'emersione di sali veicolati nelle falde acquifere. Stefano Passerotti sa che questo processo, se non gestito, produrrà una riduzione consistente del periodo in cui si possano produrre piante. Così adotta scelte consapevoli che garantiscono il mantenimento di un habitat vitale. Una di queste scelte, secondo il giardiniere, riguarda il superamento dell'uso indiscriminato degli impianti d'irrigazione come soluzione permanente in favore di un loro impiego occasionale, legato a necessità reali. Infatti, irrigare senza competenza vuol dire rendere compatto il terreno e impedire all'acqua di filtrare, inibendo la crescita delle radici. Non bisogna ignorare la via del cielo, il ciclo naturale, la pioggia con il suo naturale manifestarsi.

          Allure

"Ogni mattino rivivo la sorpresa: cammino nel giardino.
Trovo la mia calma. Trovo tutto me stesso.
I miei passi come quelli di uomini di milioni di anni fa: è sempre la STESSA terra.
Il giardino diventa natura aperta, la rugiada la sua mente, coltivarla è conoscerla.
Adagiarsi sulla sua pelle per capirla e ritrovarla.
Oggi come allora, con allure." 

                                                           Stefano Passerotti

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